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Napoli trema per La Sonrisa: Polese in Cassazione il 9 luglio
Napoli e il suo hinterland vesuviano tornano a trattenere il fiato. Il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, icona trash del reality “Il boss delle cerimonie”, sbarca in Cassazione il 9 luglio.
I ricorsi presentati dagli avvocati di Imma e Agostino Polese promettono scintille. La struttura, sequestrata anni fa per sospetti legami con ambienti camorristici, è al centro di un nuovo round giudiziario. Imma, la matriarca televisiva con i suoi matrimoni da sogno, e il figlio Agostino lottano per ribaltare le condanne.
Sant’Antonio Abate, quel pezzo di Agro Nola dove i banchetti da urlo mescolano folklore e ombre, è in subbuglio. La Sonrisa non è solo un hotel: è un simbolo. Matrimoni faraonici, reality milionario, ma anche inchieste su riciclaggio e appalti truccati.
“L’udienza del 9 luglio sarà decisiva, dimostreremo l’assoluta estraneità dei miei assistiti”, dice l’avvocato dei Polese, Stefano Montone, contattato da NapoliToday. Parole che pesano, in un processo che ha già travolto famiglie e imprese locali.
La procura di Torre Annunziata non molla la presa. Ricorsi contro la conferma di 8 anni per Agostino, pene per Imma. La Cassazione potrebbe ribaltare tutto, o sigillare il destino del resort.
Intanto, a Sant’Antonio Abate, i residenti bisbigliano. “Quei matrimoni erano belli, ma adesso? Chi ripulisce le ferite?”, ci confida un commerciante del posto.
Il 9 luglio è vicino. La Sonrisa rivivrà? O le luci dei riflettori si spegneranno per sempre? Napoli attende, e il dibattito infuria.
