Editoriale
Napoletano latitante da 5 anni, beccato in manette a Tenerife
Cinque anni on the run, e la polizia lo becca alle Canarie. D.G.B.G., napoletano doc, finisce in manette a Tenerife dopo una latitanza che aveva fatto impazzire gli investigatori partenopei.
L’uomo, con le mani sporche di lesioni aggravate e un’arma da fuoco nascosta in tasca, era sparito dai radar della Squadra Mobile di Napoli nel maggio del 2021. Un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, e lui via, irreperibile. Napoli, con i suoi vicoli stretti e i sospetti che corrono di bocca in bocca, aveva perso le sue tracce.
Le indagini non si fermano. Anni di pedinamenti digitali, incroci di dati europei. Poi, il marzo 2026: un segnale dalle Canarie. “Lo abbiamo tracciato passo dopo passo, non aveva scampo”, ci racconta un funzionario della Squadra Mobile, voce bassa al telefono. L’arcipelago spagnolo diventa il teatro finale.
Scatta il Mandato di Arresto Europeo, chiesto dalla Procura di Napoli. La polizia spagnola, Comisaría General de Información, piomba sul posto. In sintonia perfetta con lo SCO italiano e la Questura partenopea, Eurojust coordina tutto.
L’uomo è preso. Ora è in cella spagnola, in attesa di estradizione. Napoli trattiene il fiato: quante altre ombre come lui si muovono ancora tra i Quartieri Spagnoli e i bassi del Rione Sanità? La caccia continua.
