Editoriale
Scontro Nordio-avvocati sul paradosso Garlasco: “Difendiamo i nostri”
Assolto due volte, ora di nuovo indagato senza nuove prove. Il caso Garlasco scatena lo scontro totale tra ministri, avvocati e toghe.
Il guardasigilli Nordio non le manda a dire. Durante un convegno a Roma, ha tuonato: “Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma sarà molto difficile”. Parla del delitto Garlasco, quel doppio processo che ribalta tutto. Assolto in primo e secondo grado, Alberto Stasi finisce condannato lo stesso. “Come puoi condannare una persona assolta due volte, oltre ogni ragionevole dubbio?”, si chiede il ministro.
E non è solo teoria. Nordio insiste: il cittadino italiano è perplesso. Come si fa a indagare su un altro, Andrea Sempio, con prove che puntano altrove? “Una situazione anomala che non ho mai visto”, taglia corto.
Non si fa attendere la replica. L’Unione delle Camere Penali tuona a sua volta. Il presidente Francesco Petrelli: “Il nostro sistema favorisce l’errore giudiziario, sbilanciato a favore dell’accusa. Condanne dopo doppie assoluzioni, senza nuove prove. È urgente una riforma profonda”.
Petrelli va oltre. Parla di scarsa cultura della prova, indizi congetturati, abusi della scienza forense. E l’intelligenza artificiale? Un rischio incontrollato.
Ma i magistrati progressisti di AreaDg non ci stanno. Giovanni Zaccaro accusa: “Caso Garlasco usato per audience. Mi dispiace che si uniscano ministro e avvocati, che conoscono le difficoltà reali”.
Zaccaro difende i colleghi. Chiede di lasciare lavorare in serenità, rispettando vittime, condannati e indagati. Niente giudizi affrettati.
Intanto, emergono dettagli scottanti. La pm di Pavia Giulia Pezzino, sentita a Brescia, spiega l’archiviazione del 2016 su Sempio. “Ho delegato la polizia giudiziaria per evitare fughe di notizie, data l’attenzione mediatica”. Parla di omissioni passate, massima serietà richiesta.
Focus su Silvio Sapone, luogotenente della pg. Le indagini su corruzione ruotano lì attorno. Venditti, ex procuratore, nel mirino.
Il delitto Garlasco, 18 anni fa, continua a dividere. Paradossi legislativi o errori umani? L’opinione pubblica freme. E se la verità vera fosse ancora sepolta?
