Editoriale
Giallo La Sonrisa, svolta Polese: revisione processo in Cassazione a luglio
A Sant’Antonio Abate, il Castello delle Cerimonie non molla. Nonostante l’ordinanza di sgombero appena notificata, la famiglia Polese controattacca in tribunale per salvare La Sonrisa dal destino segnato.
La difesa, capitanata dagli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo e Andrea Castaldo, ha aperto due fronti caldi. Uno alla Corte di Cassazione, l’altro alla Corte d’Appello di Roma. Obiettivo: ribaltare la condanna per lottizzazione abusiva e bloccare la confisca degli immobili.
Il primo colpo grosso il 9 luglio. La Suprema Corte esaminerà i ricorsi contro l’inammissibilità di una revisione. “Nuovi elementi emersi dopo il processo originario dimostrano che il reato non sussiste”, spiega Vannetiello. La tesi? Mancata verifica del carico urbanistico delle opere nella struttura.
Parallelamente, a Roma, un’istanza fresca di deposito. Otto prove nuove di zecca: atti penali vecchi, perizie, documenti fiscali e foto. L’argomento è la prescrizione. Se passa, la confisca salta e La Sonrisa torna ai Polese.
Qui a Sant’Antonio Abate, nel cuore dell’Agro Nocerino tra Napoli e Salerno, la tensione è palpabile. La Sonrisa non è solo un hotel da cerimonie. È un’icona: matrimoni da sogno, trasmissioni TV nazionali, il Festival della canzone napoletana. Cinquant’anni di storia, con vip e migliaia di eventi.
Cento famiglie vivono di questo posto. Dipendenti in bilico, che incrociano le dita ogni giorno. Il territorio trattiene il fiato. Simili battaglie legali, in passato, hanno ribaltato sequestri e restituito attività ai proprietari.
Ora tocca ai giudici. La prescrizione reggerà? La Cassazione darà ragione ai Polese? O La Sonrisa chiuderà i battenti per sempre, lasciando un vuoto nel cuore di Sant’Antonio Abate?
