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Clan Di Lauro, caos a Napoli: scarcerati i 14 arrestati, il giallo si infittisce
«Non possiamo credere che siano tutti liberi!». È lo sfogo di un residente di Secondigliano, ex roccaforte del clan Di Lauro, che esprime incredulità dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli. Quattordici indagati, coinvolti in un’inchiesta su un vasto narcotraffico, hanno riacquistato la libertà in un colpo di scena che scuote l’opinione pubblica.
La misura cautelare, secondo il collegio, era stata annullata per mancanza dei requisiti necessari. I reati risalgono al 2020, ma l’intervento della magistratura è arrivato a distanza di sei anni, creando un’imbarazzante discrepanza temporale. «Il tempo ha minato la necessità di mantenere le persone in carcere», ha spiegato l’avvocato di uno dei riacquisitori della libertà. E il Riesame ha dato ragione alla difesa.
L’inchiesta, che ha visto il coinvolgimento della DDA e dei carabinieri di Napoli, si era focalizzata su un gruppo dedito allo spaccio nei quartieri di Secondigliano e Arenaccia. Secondo gli inquirenti, la banda, guidata da nomi noti come Francesco Amelio, alias «’o pirata», si riforniva attraverso canali albanesi, movimentando ingenti quantità di stupefacenti.
Nonostante i dettagli precisi emersi durante le indagini e i sequestri effettuati, la scarcerazione di queste figure chiave riscrive la storia dell’operazione. Delle quindici persone coinvolte inizialmente, una è deceduta mentre le altre quattordici hanno riacquistato la libertà. Ma la decisione apre un dibattito scottante: quanto conta la tempistica nelle indagini e che effetto ha su un’azione contro la mafia?
«Siamo stanchi di vedere questi gruppi tornare a circolare impunemente», afferma un altro cittadino, visibilmente preoccupato per il futuro del quartiere. La questione è più che mai urgente e invita tutti a riflettere: come può sussistere un vero contrasto al crimine organizzato se i provvedimenti arrivano con anni di ritardo? Questi interrogativi rimangono sospesi nell’aria, facendo eco tra i vicoli di una Napoli che non smette mai di lottare contro la sua ombra.
