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Caso Domenico, tensione a Napoli: atti depositati, scatta discovery
Napoli trema ancora per la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni strappato via da un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi. La Procura ha aperto le porte del fascicolo: sette indagati per omicidio colposo e la famiglia ora possono vedere tutto.
È un colpo di scena nell’inchiesta che tiene col fiato sospeso l’intera città. I magistrati, guidati dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, hanno disposto la discovery completa della documentazione. Video della sala operatoria, verbali di testimoni, ogni dettaglio del trapianto del 23 dicembre scorso.
L’operazione doveva salvare il piccolo. Invece, due mesi dopo, Domenico non ce l’ha fatta. L’incidente probatorio, partito il 3 marzo, ora accelera. I periti avranno il quadro pieno per scavare nella dinamica clinica.
“È un momento importante dell’inchiesta e per la famiglia Caliendo”, dice l’avvocato Francesco Petruzzi, che difende i genitori. Quelle parole pesano come un macigno tra le strade affollate di Napoli.
Intanto, un altro fronte brucia: il falso in cartella clinica. Accusati il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni. L’interrogatorio dal gip Mariano Sorrentino? Rinviato al 21 maggio.
Nei prossimi giorni, i pm potrebbero sentire gli indagati. Le sale operatorie del Monaldi, nel cuore pulsante dell’Arenella, diventano teatro di un dramma che interpella tutti i napoletani.
Cosa nascondono quei video? Emergeranno responsabilità? La città aspetta risposte, mentre la famiglia stringe i denti.
