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Rivoluzione ortopedica: 3D e IA ad alta complessità alla Santa Rita di Atripalda
Un ragazzo di 16 anni non poteva più ruotare il gomito sinistro. Bloccato da una vecchia frattura, rischiava di perdere per sempre i movimenti quotidiani. Ma a Atripalda, in provincia di Avellino, un’équipe ha compiuto l’impossibile con chirurgia ortopedica ad alta complessità.
Tutto è iniziato nell’agosto 2022. Una frattura al capitello radiale. Il gomito, ancora in crescita, si è deformato. Deviazione in valgo, blocco totale di prono e supinazione. Dolore costante. Il giovane non riusciva nemmeno a girare una maniglia.
Ieri, alla Casa di Cura Santa Rita del Gruppo NefroCenter, l’intervento. A guidarlo il professor Raffaele Russo, capo del Centro di Alta Complessità Ortopedica, con il dottor Enrico Guerra del Rizzoli di Bologna e il dottor Antonio Guastafierro. Un team d’eccellenza, in una struttura che sfida le emergenze dell’Irpinia.
Niente asportazione del radio, troppo rischiosa per un adolescente. Via a un piano hi-tech. Modelli 3D, realtà virtuale, stampa tridimensionale e intelligenza artificiale. Hanno simulato ogni mossa. Risultato: un’osteotomia precisa sul radio, rimuovendo solo una scheggia ossea.
“Potevamo optare per la protesi, ma con la pianificazione digitale abbiamo preservato l’articolazione naturale, pensando al suo futuro”, spiega il professor Russo.
L’operazione è filata liscia. Il gomito ha ripreso escursione. Ora, riabilitazione precoce per tornare a pieno regime.
Atripalda pulsa di queste storie. La Clinica Santa Rita, con il suo centro NefroCenter, unisce chirurghi top e tecnologia da Bologna. Multidisciplinare, precisa, campana nel midollo.
Ma per questo ragazzo? Riuscirà a stringere un pallone da calcio senza dolore? E quante altre vite cambierà questa frontiera 3D in terra irpina? La Campania osserva.
