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Napoli trema: 70 fusti di veleni sequestrati in conceria dai Forestali
Blitz choc a Solofra: settanta fusti di oli esausti e veleni nascosti in una conceria. I Carabinieri Forestale piombano sull’azienda e sequestrano tutto.
Il Nucleo Forestale non ha lasciato scampo. Durante un controllo a tappeto in provincia di Avellino, a due passi dal caos napoletano, i militari scoprono l’inferno dei rifiuti speciali. Plastica piena di scarti tossici dal ciclo di concia del pellame, stoccati alla luce del sole senza un minimo di rispetto per la legge.
Il titolare, un 58enne del posto, finisce dritto nei guai. Denunciato per gestione illecita di rifiuti pericolosi. Nessun documento alla mano per lo smaltimento. Zero monitoraggi sulle acque di seconda pioggia. Emissioni in atmosfera fuori controllo.
“I fusti erano accatastati in modo vergognoso, un rischio per tutti”, tuona il maresciallo capo al termine del blitz. Parla di pericoli concreti per i lavoratori e i residenti della valle dell’Irno, quella terra di pelli e fiumi che guarda dritto verso Napoli.
Solofra trema. Qui le concerie sono il pane quotidiano, ma gli illeciti fioccano. I Carabinieri Forestale stringono la morsa sui controlli ambientali in tutta la Campania. Da Poggiomarino a Roccarainola, passando per qui, la rete si infittisce.
Quanti altri segreti ribolle sotto la pelle di queste fabbriche? Il titolare attende il giudice. La Procura indaga. E la gente? Aspetta risposte, con il fiato sospeso.
