Editoriale
Caos a Poggioreale: Contini, Cinque e Bove si spartiscono il territorio
Napoli, Rione Stadera a Poggioreale. Raffaele Cinque, detto “Sasà a Ranf”, viene crivellato di colpi nell’androne di casa sua. È l’alba del 21 gennaio 2024. Il sangue macchia il pavimento delle palazzine popolari di via dello Scirocco.
Non un delitto a caso. Cinque è nipote di “Mimi ‘o Merican”, il boss che per anni ha comandato qui per conto del Clan Contini, pilastro dell’Alleanza di Secondigliano. Dopo la sua morte nel 2011, il gruppo si spacca. Da una parte i “Priatorio” e i fratelli Lucarelli. Dall’altra, la famiglia Cinque, senza un vero esercito.
I Bove irrompono nelle crepe. Cinque fratelli, noti come “Polpetta”. Legati a Luigi Folchetti, il nuovo reggente della Stadera. Gestiscono la piazza di spaccio al civico 55, proprio accanto all’appartamento di Sasà, al 56. Confini invisibili che scottano.
La miccia si accende a Santo Stefano. Cinque è sullo scooter prestatogli dalla cognata Fortuna Messina. Arriva una Fiat Panda dorata, intestata a Salvatore Bove. Lo travolge. Giuseppe Bove scende, arma da taglio in mano. Tre fendenti alla schiena. Sasà sopravvive per un pelo, ma l’umiliazione brucia.
Deve rispondere. Colpisce dove fa male: Annunziata Bove, “Nancy”, sorella dei Polpetta. Un tabù violato. L’ordinanza del gip Daniela De Nicola lo inchioda come movente.
I Bove non perdonano. Pianificano l’esecuzione. Colpiscono in casa, all’alba. Un messaggio al rione: ora comandano loro.
Giuseppe Bove, intercettato dal carcere di Prato, lo ammette alla fidanzata: “L’ho fatto per difendere mia sorella Nancy, non potevo lasciar correre”.
Poggioreale trattiene il fiato. La piazza di via dello Scirocco 55 resta un bancomat da milioni. Le due fazioni si leccano le ferite. Chi oserà muovere il prossimo passo? Il Rione Stadera aspetta, con il cuore in gola.
