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Allarme lame al Comicon Napoli: genitori in rivolta, «Basta gadget pericolosi»
Coltelli affilati tra cosplay e fumetti: polemica esplode al Comicon Napoli, fiera da migliaia di ragazzi.
A Fuorigrotta, alla Mostra d’Oltremare, uno stand vende lame vere. Non repliche di scena, ma coltelli capaci di ferire sul serio. Proprio mentre a Napoli i carabinieri fermano un dodicenne con un’arma in tasca, in giro con gli amici come se niente fosse.
La Rete per la sicurezza dei minori tuona. In una lettera aperta agli organizzatori, denuncia: oggetti letali accanto a gadget anime e manga. Un mix pericoloso, specie con tanti adolescenti in fiera.
«Liceità ok, ma opportunità zero. Che messaggio passa? Che un coltello è roba da gioco?», dice un portavoce dell’associazione. Ribadiscono: il Comicon è cultura pop, finanziato con 150mila euro dalla Regione Campania. Ma vendere armi qui?
Napoli ribolle. La città già attenta a baby-gang e coltelli di strada guarda con sospetto. Testimoni fotografano gli stand: lame esposte, prezzi chiari, clienti curiosi.
Nel pomeriggio, gli organizzatori rimuovono tutto. Pressione pubblica e imbarazzo. Ma era davvero solo un lapsus?
E ora? I controlli torneranno più duri al prossimo Comicon? O i genitori lasceranno i figli andare lo stesso, tra spade finte e pericoli veri? La città aspetta risposte.
