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Napoli sotto shock: ergastolo al mandante del giallo Matilde Sorrentino
Torre Annunziata trema ancora. Ergastolo per Francesco Tamarisco, il boss che la Procura vuole inchiodare per l’omicidio di Matilde Sorrentino, la Mamma Coraggio del Rione Poverelli.
Venti anni fa, quel quartiere oppresso dalla camorra era un inferno. Matilde, madre di famiglia, non ci sta più. Scopre abusi su minori, pedofili che infestano le strade. Con altre due donne, denuncia tutto. Arresti a raffica. Ma il prezzo è alto.
La vendetta arriva il 26 marzo 2004. Sull’uscio di casa, a Torre Annunziata, una raffica di proiettili la fa cadere. Stile camorristico puro. Esecutore materiale Alfredo Gallo, ergastolo definitivo. Ma il mandante? Gli inquirenti puntano dritti su Tamarisco.
Lui, ras del Rione Poverelli, voleva “ripulire” il clan. Le denunce avevano acceso i riflettori troppo vicini. Isolare Matilde, zittirla per sempre. Un segnale a chi osa parlare.
Il processo è un labirinto. Primo grado, assolto. Poi pentiti parlano. Nuove prove. Appello bis, aula tesa. Ieri la Procura Generale non ha mezze misure: “Ergastolo senza attenuanti”, tuona il pm. “Tamarisco ha deciso lui, per difendere gli equilibri criminali del quartiere”.
“Ho visto tutto da lontano, era lei il bersaglio”, ricorda un testimone oculare, voce rotta dal terrore di allora. Le sue parole pesano come piombo.
Ora tocca alle difese. La Corte deciderà. Ma a Torre Annunziata, tra i vicoli del Rione Poverelli, la ferita brucia ancora. Matilde ha spezzato l’omertà. La giustizia chiuderà il cerchio, o il silenzio tornerà a vincere?
