Editoriale
Arzano in subbuglio: libro mastro, amori segreti e faida nel clan 167
Ad Arzano, cuore pulsante della camorra napoletana, un libro mastro del racket svela tresche amorose e faide sanguinose nel clan della 167. Undici arresti dopo uno scontro interno che ha lasciato morti e feriti per le strade.
Salvatore Romano, detto Sasy, e Davide Pescatore, alias Pal e Fier, si sono scontrati senza quartiere. Droga, soldi e una relazione segreta con la figliastra del boss: questi i detonatori.
Sasy sarebbe stato cacciato dal ras Giuseppe Monfregolo, detenuto. Non ha rispettato ordini. Peggio: accusato di rubare soldi dal clan e di farsi di stupefacenti. Il boss gli intima di punire Salvatore Lupoli, o ‘Trombone, per l’amore proibito con la giovane.
“Abbiamo sequestrato il libro mastro delle estorsioni, con nomi di imprenditori e la madre di un pusher”, spiega un ufficiale dei carabinieri di Castello di Cisterna. Pagine che inchiodano il racket ad Arzano.
I Ferone, clan di Casavatore, si intromettono. Un loro esponente paga il funerale di Armando Lupoli, per deviare sospetti. Ma la guerra è interna alla 167.
In via Barone, i fratelli Lupoli pedinano Pescatore. Colpiscono la vittima sbagliata: Rosario Coppola, imbianchino innocente, ammazzato per errore. Sasy mandante, secondo le indagini.
Antonio Caiazza, fedelissimo doppio, custodiva la cassa e un altro libro mastro. Arrestati con lui: Raffaele Silvestro, Vittorio Scognamiglio, Mattia Rea, Francesco Attrice o Ferrar, Umberto Lupoli o Nano, Pietroangelo Leotta o Chiatt. Libero solo Antonio Alterio, lo Sceriff.
Indagati Renato Napoleone, Angelo Antonio Gambino, Gennaro Salvati, pentito recente. La città trattiene il fiato.
Chi vincerà questa guerra sotterranea ad Arzano? E quanti innocenti pagheranno ancora?
