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Napoli sconvolta: lacrime Gianinna in aula, il video choc del corpo di Maradona
Lacrime e rabbia in aula a Buenos Aires: Gianinna Maradona crolla davanti alle immagini del padre, il nostro Diego, sul letto di morte.
Il processo sulla scomparsa di Maradona entra nel vivo. Giovedì, al tribunale di San Isidro, quarta udienza. Sette imputati sotto accusa per la gestione medica del Pibe de Oro, l’ex re del Napoli.
I periti della polizia scientifica raccontano i fatti. Proiettano un video di 17 minuti dai rilievi nella casa di Diego. Immagini crude: il corpo gonfio di liquidi, un quadro clinico disperato.
Gianinna, in prima fila, si copre il viso. Singhiozza forte. Il silenzio in aula si fa pesante. Napoli, da Secondigliano a Fuorigrotta, trattiene il fiato con lei.
“I medici dovevano sapere”, ha detto un perito forense a fine testimonianza. “Mancava tutto: defibrillatore, respiratori, ossigeno. Presidi base per un uomo fragile come lui”.
La difesa del neurochirurgo Leopoldo Luque, imputato chiave, ribatte secca. Respinta l’idea di pressioni per cure a casa. Tirano fuori un audio di Gianinna stessa: lei che approva la degenza domiciliare, per shielded Diego dai flash dei media.
“Così evitiamo il circo”, si sente nella voce della figlia. Ma per l’accusa, è solo un pezzo del puzzle.
Tension in aula sale. I napoletani, che non hanno mai smesso di amare Diego, seguono ogni dettaglio. Quartieri in subbuglio, bar affollati di chi vuole giustizia.
Cosa nasconde quel video? E quel messaggio, ribalta tutto? La verità sul nostro Maradona resta un’ombra.
