Tensione in mare: un bimbo di 18 mesi salvato con la famiglia a Procida
Nel pomeriggio di oggi, i residenti e i turisti di Procida hanno vissuto momenti di grande apprensione quando un’imbarcazione di 12 metri ha cominciato a imbarcare acqua per colpa di una falla nello scafo. A bordo, cinque persone, tra cui tre minori, aspettavano con ansia l’arrivo dei soccorsi. La storia, purtroppo non nuova per la nostra costa, riporta alla mente i pericoli che si possono nascondere dietro una giornata di sole in mare.
La richiesta di aiuto è giunta alla Sala operativa della Capitaneria di porto di Napoli intorno alle 15:20. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’intervento delle autorità è stato immediato, con il dispositivo SAR (Search and Rescue) attivato per gestire la situazione. In pochi minuti, la motovedetta GC 186, già attiva nella zona per vigilanza, è accorsa per prima sul posto.
Il trasferimento dei passeggeri dalla barca in pericolo è avvenuto sotto il coordinamento della Sala operativa. L’equipaggio del GC 186 ha gestito con grande professionalità il trasbordo delle cinque persone, ponendo particolare attenzione ai tre minori. È stata una presa di coscienza da parte di tutti, un momento di unità in cui il lavoro di squadra e la prontezza sono stati decisivi per evitare il peggio.
Successivamente, è intervenuta anche la motovedetta CP 807, ed è stata avviata l’operazione di svuotamento del natante, dove l’acqua continuava a entrare. La situazione climatica non ha reso facile il compito; il vento di maestrale si era intensificato, complicando ulteriormente l’intervento. Tuttavia, sono stati in grado di localizzare e temporaneamente contenere la falla, evitando così il peggio e impedendo che l’imbarcazione affondasse.
Già la storia di oggi ci ricorda l’importanza di rispettare le condizioni di sicurezza durante le gite in mare, specialmente quando ci sono in gioco la vita e la tranquillità di bambini e famiglie. I residenti di Procida stanno già discutendo di quanto accaduto, evidenziando la necessità di garantire una vigilanza costante per la sicurezza di tutti, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica.
Dopo un’operazione che ha richiesto competenza e determinazione, la barca è stata rimorchiata verso il porto di Marina Chiaiolella, dove è stata messa in sicurezza. Una storia che si conclude fortunatamente bene, ma che lascia una domanda aperta: come possiamo migliorare le misure di sicurezza in mare per proteggere al meglio i nostri cittadini e visitatori? Gli occhi sono puntati su chi gestisce la sicurezza marittima, con la speranza che episodi simili possano diventare un ricordo del passato.

