Editoriale
Giallo irrisolto a Sarno: imprenditore svanito da due mesi, auto ferma lì
Due mesi di silenzio assordante nel Vesuviano. Francesco Vorraro, l’imprenditore di Poggiomarino svanito nel nulla il 9 febbraio, lascia famiglie e vicini con il fiato sospeso.
Sessantenne incensurato, all’ingrosso di generi alimentari, residente a Somma Vesuviana. Esce di casa una sera qualunque. “Esco, torno tra un po'”, dice ai familiari. Poi, niente.
La famiglia denuncia. Partono le indagini dei Carabinieri di Torre Annunziata, coordinati dalla Dda di Napoli. Complessità che pesa come il Vesuvio all’orizzonte.
Pochi giorni dopo, svolta a Sarno. L’auto di Vorraro spunta in zona industriale, vicino al casello. Video di sorveglianza: due figure la parcheggiano. Si allontanano con un altro mezzo. Identità ignote.
Settimane di riserbo. Poi, esplode l’attività a Terzigno. Via Zabatta, tra San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano, fino alla pineta. Carabinieri, Vigili del Fuoco, cani molecolari, escavatori. Cercano ovunque.
“Stiamo battendo ogni centimetro, non lasciamo nulla al caso”, ci confida un ufficiale dei Carabinieri sul posto. Segnali nuovi nelle indagini. Ipotesi drammatiche.
Vorraro? Un passato pulito. Nome sfiorato in un’inchiesta sul crimine vesuviano, ma assolto totale. Ora, sotto la lente la sua ditta, i contatti lavorativi. Un appuntamento in periferia quella sera?
Amici lo dipingono sereno. Routine senza ombre. Ma l’auto a Sarno urla mistero. Poteva essere un incontro d’affari finito male?
Le ricerche continuano. La pineta di Terzigno tiene i suoi segreti. Francesco è vivo? O nasconde un dramma nel cuore del Vesuviano? Napoli attende risposte.
