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Boom cardio-imaging al Monaldi: diagnosi precise salvano vite napoletane
A Napoli, dove i cuori battono al ritmo caotico del traffico e dello stress quotidiano, l’ospedale Monaldi sta cambiando le carte in tavola contro le malattie cardiache.
Oltre 350 esami di cardio-imaging avanzato nei primi tre mesi del 2026. Più di 200 Cardio-TC e 150 risonanze magnetiche cardiache, su pazienti ricoverati o in day hospital. Numeri che parlano da soli, in una città che non si ferma mai.
Al Monaldi, nel cuore pulsante di Napoli, tra le strade affollate di Fuorigrotta e il quartiere che non dorme, questa svolta arriva come un’onda d’urgenza. Il reparto di Radiologia si rafforza. Macchinari di ultima generazione scansionano arterie e valvole con precisione chirurgica.
“Stanno aumentando le possibilità di arrivare a diagnosi sempre più precise”, spiega il dottor Carlo Liguori, referente del servizio. Parole che pesano, in un ospedale che da decenni combatte sul fronte del cuore partenopeo.
Pazienti napoletani, molti dal Rione Sanità o da Scampia, arrivano qui con il fiato corto. Stress, fumo, dieta mediterranea tradita. Ora, un imaging rapido riduce i rischi. Tempi di attesa dimezzati. Ma la domanda corre: basterà per tutti?
Le sale si riempiono. Tecnici al lavoro giorno e notte. Napoli guarda al Monaldi con speranza mista a fretta. E se questi numeri fossero solo l’inizio? Quante vite in più si salveranno, in questa città che pulsa troppo forte?
