Romolo Ridosso assolto: la sentenza che scuote Pollica e il dibattito sulla giustizia
È un momento di stupore e interrogativi quello che si vive a Pollica, terra natale del sindaco Angelo Vassallo, assassinato nel settembre del 2010. La recente assoluzione di Romolo Ridosso, ex pentito che si era autoaccusato di aver partecipato all’omicidio, ha scatenato un acceso dibattito tra i cittadini. Come si può passare dall’accusa a una totale assoluzione? E soprattutto, quali risvolti avrà questa sentenza sulla percezione della giustizia nella nostra comunità?
Nella giornata di ieri, il giudice dell’udienza preliminare, Giovanni Rossi, ha deciso di assolvere Ridosso, ritenendo che non avesse commesso il fatto. Una decisione giunta al termine di ore di camera di consiglio, che ha lasciato molti a bocca aperta. “Non riesco a credere che chi si è autoaccusato possa uscire così facilmente”, commenta un residente del paese, espresso il sentimento di incredulità che serpeggia tra i pollesi.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, Ridosso era l’unico imputato che aveva scelto il rito abbreviato, una scelta controversa che ha sollevato qualche dubbio e molteplici domande. La Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno aveva invocato una condanna a sette anni di reclusione per concorso anomalo nell’omicidio del sindaco, ma tutto è svanito in un colpo di spugna del giudice.
Il contesto in cui si è svolta questa vicenda è denso di tensione. Angelo Vassallo era un sindaco coraggioso, noto per la sua lotta contro l’illegalità e per la promozione del turismo sostenibile nella zona costiera. Il suo omicidio, avvenuto il 5 settembre 2010, ha lasciato un segno profondo nel cuore dei cittadini. Il ricordo di un uomo che si batteva per la propria comunità accompagna ogni giorno le conversazioni tra i residenti, mentre la giustizia sembra non trovare pace.
A rendere la situazione ancora più complessa, a luglio si aprirà il processo con rito ordinario per due nuovi imputati: l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, accusati di concorso nell’omicidio di Vassallo. Questi sviluppi pongono interrogativi inquietanti: siamo di fronte a una verità scomoda che fatica a emergere? O il sistema giuridico sta mostrando crepe pericolose?
Una domanda aleggia nell’aria: cosa ne sarà della giustizia per Vassallo e per la sua famiglia? I cittadini di Pollica, spesso disillusi dalla lentezza dei processi, chiedono risposte concrete e una verità che faccia giustizia al sacrificio del sindaco.
La sensazione diffusa è di un malumore crescente. “Il fatto che un imputato si autoaccusi e poi venga assolto getta una luce inquietante su come funzionano le cose intorno a noi”, afferma un commerciante locale. La paura è che episodi come questo possano segnare il territorio e il suo futuro, rendendo sempre più fragile la fiducia nella giustizia.
Come si muove la nostra comunità di fronte a una sentenza del genere? Il dibattito è aperto e le posizioni si fanno sentire nei bar, nei ristoranti, in ogni piazza del paese. Ogni conversazione è un piccolo scossone, un tentativo di comprendere le ragioni di una decisione che sembra distante dalla vita di chi ogni giorno lotta per un’etica della legalità.
Con l’attesa ora rivolta al prossimo processo e alle motivazioni che giungeranno a breve dal tribunale, Pollica si prepara a vivere un’altra fase del suo difficile cammino verso la verità. Le speranze di giustizia, sempre presenti, alimentano la volontà di non arrendersi e di continuare a vigilare affinché la memoria di Angelo Vassallo non venga mai dimenticata. Le strade della realtà locale si intrecciano con quella della giustizia, in un dialogo continuo e spesso drammatico.
La città chiede risposte, la comunità pretende chiarezza. Ridosso è stato assolto, ma il vero interrogativo resta: quali verità e giustizie ci attendono all’orizzonte?

