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Ferdico in aula: «Omicidio Boiocchi legato a una maglia di Bastoni, il caos ultrà a Napoli»
Nella freddezza di un’aula di tribunale a Milano, è esploso il gorgo oscuro della Curva Nord dell’Inter. Marco Ferdico, l’ex capo tifoso, ha snocciolato le verità inquietanti alle spalle dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, avvenuto il 29 ottobre 2022, in un racconto che ha il sapore amaro della vendetta. “Io sono colpevole e mi prendo tutte le responsabilità”, ha dichiarato con voce ferma, rinunciando a qualsiasi giustificazione.
La scintilla che ha acceso questa faida? Niente di più banale di una maglietta. La storia di quel capo di abbigliamento, regalato dall’illustre Alessandro Bastoni a Ferdico, ha scatenato un putiferio che è costato caro. “Boiocchi mi ha lanciato un ultimatum: ‘O restituisci la maglietta o ti faccio fuori’”, ha rivelato. Un gesto innocente che ha rivelato la torbida lotta di potere all’interno della tifoseria, dove il business del merchandising ha messo a confronto onore e denaro.
Ma dietro al conflitto per una maglietta si nascondeva una guerra ben più profonda. L’accusa di Ferdico nei confronti di Andrea Beretta, indicato come mandante morale dell’omicidio, non è stata meno pesante: “Beretta rubava i soldi della curva”. Le tensioni si erano amplificate, alimentate da pressioni e sparizioni di incassi che avevano messo a rischio la gerarchia di comando. “Vedere Beretta spaventato, un gigante in preda al panico, mi ha fatto capire che era solo questione di tempo”, ha raccontato Ferdico, lasciando nel pubblico un senso di inquietudine.
E così, il piano per eliminare Boiocchi si è affacciato come un’ombra sul futuro di tutti. Nel turbinio di aggressioni e vendette, Ferdico ha scelto la via sanguinosa, cadendo nell’abisso del rancore. “L’ho fatto anche per guidare la Curva Nord”, ha ammesso senza mezza misura. Ma oggi, a processo avviato e verità svelate, è evidente che Ferdico si è reso conto dell’illusione di quest’alleanza.
“Beretta aveva torto e Boiocchi aveva ragione”, ha dichiarato Ferdico, forte di una confessione straziante che ha sorpreso anche i suoi avvocati. La mente della curva, un tempo invincibile, ora appare come una ragnatela di inganni e tradimenti. “Non chiedo scusa alla famiglia Boiocchi, non c’è scusa”, ha aggiunto, annullando ogni speranza di pietà.
Mentre le aule si preparano a ospitare le testimonianze di altri coimputati e complici, il clima rimane carico di tensione. La domanda è: quanto ancora questa sanguinosa guerra sotterranea potrà continuare a distruggere vite? E in che modo la giustizia potrà davvero sanare un dolore così profondo?
