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Da Castellammare alla ISS: Orion 2 vola con il genio stabiese su SpaceX
Questa notte, alle 23.45, un razzo SpaceX schizza verso le stelle da Cape Canaveral. A bordo della missione ORION 2, un laboratorio italiano con il cuore di Castellammare di Stabia, pronto a sfidare la microgravità per svelare segreti sulla fertilità femminile.
La capsula Cargo Dragon della SpaceX CRS-34 fila dritta alla Stazione Spaziale Internazionale. Non è solo scienza: c’è il MiniLab 1.0, frutto del genio campano. Ospita l’esperimento del professor Mariano Bizzarri della Sapienza di Roma, terzo round su ovuli e ormoni in assenza di peso.
Castellammare pulsa d’orgoglio. Gerardo D’Amora, stabiese doc, coordina il team tecnico del lancio. “È un’emozione che ti prende lo stomaco, come se il Vesuvio stesso puntasse al cielo”, ci dice D’Amora dal centro operativo. Intorno a lui, la città si ferma: dalle strade affollate del centro alle piazze affacciate sul golfo, tutti con gli occhi al cielo.
E poi la toppa ufficiale, “With all the Love of the World”. L’hanno disegnata gli studenti del Liceo Scientifico Severi, nel programma Space Village. Betty Bee, artista internazionale, l’ha resa realtà. Un simbolo di pace che vola dalla Terra caotica di Napoli e provincia.
Il progetto? Finanziato dall’Asi, usa tech proprietarie di Ali S.p.A., del Gruppo Space Factory. Obiettivo: dati per curare disturbi endocrini nelle donne, vitali per le missioni Artemis verso Luna e Marte.
Napoli e la sua area vesuviana vibrano. Castellammare, con le sue fabbriche e il mare, manda un pezzo di sé lassù. Sesta missione di Space Factory in cinque anni. L’Italia conta.
Il countdown ticchetta. MiniLab si accende tra le stelle. Quali risposte darà sulla vita in orbita? E quel messaggio di amore, arriverà davvero fin lassù?
