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Shock Asl Caserta: 6 furbetti del cartellino beccati e denunciati
Timbrano il badge e svaniscono nel nulla. Sei operatori sanitari dell’ASL Caserta, tra medici e infermieri, sono finiti nel mirino dei Carabinieri del NAS: denunciati per furbetti del cartellino.
L’operazione ha colpito come un fulmine. Il Gip di Santa Maria Capua Vetere ha disposto per tutti la sospensione dal servizio per un anno. Niente più turni in ospedale, né in altre strutture pubbliche o convenzionate. L’accusa? False presenze e truffa allo Stato, in modo continuato.
Tutto è partito da pedinamenti discreti. I militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Caserta hanno fiutato l’inganno durante l’orario di lavoro. Allontanamenti per motivi privati, mentre il badge diceva “presente”.
Poi, le prove schiaccianti. Telecamere nascoste agli accessi e alle timbratrici. Filmati e controlli sul territorio hanno inchiodato il meccanismo: badge timbrato, saluti frettolosi e via, chissà dove.
“Li abbiamo seguiti per settimane, passo dopo passo”, racconta un investigatore del NAS sotto anonimato. “È una beffa per chi lavora onestamente e per i pazienti che meritano cure vere”.
A Caserta, nel cuore della Terra di Lavoro, la notizia rimbalza veloce. L’ASL è un pilastro per migliaia di famiglie. Qui, tra traffici e urgenze quotidiane, un badge falso significa ritardi in corsia, attese infinite al pronto soccorso.
Le indagini vanno avanti. Chi altro ha timbrato per finta? E i danni allo Stato, quanto pesano davvero? La Procura stringe i tempi. La città aspetta risposte.
