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Napoli trema: spie a contratto nel sistema Galavotti, dati chiavi in mano
Napoli brulica di ombre. Una rete di spie vendava dati sensibili di vip e manager, spiando codici fiscali e segreti bancari dalle banche dati pubbliche.
La squadra mobile ha colpito duro. Mattia Galavotti, 47enne di Ferrara, è finito in manette. Per lui, custodia cautelare in carcere disposta dal gip Giovanni Vinciguerra. Al suo fianco, il napoletano Giuseppe Picariello e la compagna Maria Rosaria Cantiello, anche loro ai ferri.
La Sole Investigazioni, con base a San Giorgio a Cremano, era il cuore dell’operazione. Liquidata nel 2023 dopo perquisizioni, ma attiva fino a febbraio 2025. Lì, dati rubati da polizia infedele, Inps, Agenzia Entrate e Poste Italiane finivano in vendita. Un mercimonio che collegava Napoli a Milano, con la Equalize sotto inchiesta.
“Abbiamo intercettato un flusso continuo di informazioni privilegiate, vendute chiave in mano”, spiega un investigatore della Procura napoletana. Galavotti orchestrava tutto, usando contatti come Giuliano Schiano, finanziere Dia di Lecce indagato al Nord.
Migliaia di codici fiscali nei database sequestrati. Vittime illustri: il cantante Alex Britti, ex portieri Inter Alex Cordaz e Julio Cesar. Assegni di Lory Del Santo sotto la lente. Manager come Walter Bertin di Labomar, Claudio De Nadai, Raffaella Luglini di Leonardo, Alberto Del Biondi stilista, Giovanni Mercadini di Credito Romagna, Giorgio Cociani di Generali. Persino l’Associazione Consiglio Supremo dell’Islam.
Da San Giorgio a Cremano ai grattacieli del Nord, la rete tesseva fili invisibili. Dati reimmessi sul mercato, ceduti ad altre agenzie. Napoli, crocevia di traffici oscuri, trema per l’urgenza.
Quanti altri nomi usciranno? E quei database, sono davvero al sicuro?
