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Napoli prima in Italia: Terzo Tempo, bar gestito da disabili in scuola pubblica
Napoli rompe gli schemi. A Fuorigrotta, cuore pulsante della città, sta per nascere Terzo Tempo: il primo bar dentro una scuola pubblica italiana, gestito solo da ragazzi con disabilità.
Lunedì 19 maggio, ore 11, all’Istituto Superiore “Francesco Saverio Nitti”. Non un laboratorio, non un tirocinio. Qui i giovani con sindrome di Down o deficit cognitivi saranno baristi veri, assunti e pagati dalla Cooperativa Sociale La Quercia Rossa.
Tutto parte dalla Bottega dei Semplici Pensieri, associazione di Quarto guidata da Mariolina Trapanese. Dal 2012, lei e i suoi hanno aperto il Kè Bar a Pozzuoli e lo street bar “Brindisi Solidale”. Ora, il grande salto in una scuola.
“I nostri ragazzi non sono simboli, sono baristi veri – dice Trapanese con voce ferma –. Una scuola pubblica rende l’inclusione la normalità, non l’eccezione”.
Il protocollo è solido: Bottega, Istituto Nitti e Città Metropolitana di Napoli, con i fondi della Fondazione Prosolidar. “Terzo Tempo” richiama il rugby, quel momento dopo la partita dove tutti si mischiano al tavolo.
A Fuorigrotta, quartiere di fatica e sogni, questo bar entra nella vita quotidiana. Studenti, prof, famiglie al bancone. I ragazzi formati dalla Bottega serviranno caffè e chiacchiere, dimostrando che il lavoro è per tutti.
Napoli guarda. Sarà il modello per l’Italia? O resterà un fuoco di paglia in questa città che non si arrende mai? Dite la vostra.
