Editoriale
Scossa 2.6 fa tremare Campi Flegrei: paura a Pozzuoli e Napoli
Terremoto ai Campi Flegrei: una scossa di magnitudo 2.6 fa tremare Napoli nel cuore del pomeriggio. Alle 16.06, l’epicentro ha colpito la zona flegrea, con ipocentro a soli tre chilometri sotto terra.
La gente nei quartieri occidentali di Napoli, da Fuorigrotta a Bagnoli, ha sentito il suolo vibrare. Ai piani alti degli edifici, il panico è stato palpabile. “Ho afferrato mio figlio e ci siamo buttati sotto il tavolo, sembrava un treno in corsa”, racconta Maria, residente a Pozzuoli, con la voce ancora tremante.
Nessun danno a persone o cose, per fortuna. Ma l’allarme è alto in questa caldera vulcanica che non dà tregua. I Campi Flegrei, tra i più monitorati al mondo, vivono da anni il bradisismo: il suolo che si solleva piano, spinto da gas e fluidi sotterranei.
Negli ultimi tempi, la tensione è salita alle stelle. Maggio 2024, magnitudo 4.4. Stesso mese del 2025, ancora più forte. E il 30 giugno scorso, un 4.6 in mare che ha tenuto tutti col fiato sospeso.
Ora i dati dicono una fase più calma. Meno scosse, magnitudini basse. Eppure, gli esperti dell’Ingv avvertono: la crisi bradisismica è viva, non si ferma.
Protezione Civile resta allerta gialla. Reti sismiche, satelliti, analisi dei gas: tutto al massimo. La città partenopea guarda il Vesuvio e i Flegrei con occhi spalancati.
Internazionalmente, gli scienziati parlano di un sistema sotto pressione crescente. Niente eruzione all’orizzonte, ma il terreno accelera.
E domani? Un’altra vibrazione basterà a riaccendere la paura nelle strade di Napoli?
