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Napoli sotto shock: fibromialgia, il grido invisibile di migliaia in lotta
A Napoli, nel cuore pulsante del centro storico, il Gran Caffè Gambrinus si trasforma oggi in un’arena di lotta contro un nemico invisibile. Alle 16.30, Assoutenti accende i riflettori sulla fibromialgia, quel dolore cronico che tormenta migliaia di napoletani, soprattutto donne, lasciandole sole contro un sistema che le ignora.
La fibromialgia a Napoli non è solo una malattia. È un incubo quotidiano che ruba energie, lavori, famiglie. Qui, tra vicoli affollati e traffico infernale, pazienti spendono fortune in cure multidisciplinari. Eppure, le tutele? Frammentate, un labirinto burocratico.
L’incontro lancia la “Giornata Nazionale per il riconoscimento della Fibromialgia come malattia tabellare”. Dal 2015, i Comitati Assoutenti Fibromialgia combattono per questo. Oggi, al Gambrinus, storico salotto della città, le storie vere prendono voce.
Protagoniste sono loro, le malate. Donne che arrancano tra dolori lancinanti e bollette impossibili. L’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza? Solo per il 16% dei casi gravi. Troppo poco, gridano dall’associazione.
Sale sul palco Gabriele Melluso, presidente nazionale Assoutenti. “La fibromialgia non è una fantasia, è un dolore che ti spezza le ossa ogni santo giorno. Napoli non può più voltarsi dall’altra parte”, tuona con voce ferma.
Roberto Capasso, presidente regionale, e Paolino Napolitano, vicepresidente napoletano, aprono i lavori. Poi le avvocate Carmen Di Giovanni e Melania Capasso spiegano il ricorso al Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro. Un caso che potrebbe cambiare tutto.
In videocollegamento, Anna Maria Pagano, responsabile nazionale del Comitato. E non manca l’onorevole Sergio Costa, vicepresidente della Camera, primo firmatario della proposta di legge nazionale. Un consigliere regionale campano aggiunge peso politico. Modera Giuseppe Giorgio, giornalista dal fiuto napoletano.
Da Napoli parte la spinta per una legge che copra tutto il Paese. Ma basterà? Le migliaia di voci silenziose fuori dal Gambrinus attendono. E se questo pomeriggio non bastasse a smuovere le montagne della burocrazia?
