Editoriale
Shock a Napoli: prof che insultò Meloni si lancia dal balcone, è grave
Napoli trema ancora per Stefano Addeo. Il professore dell’area nolana, già al centro di un caso esplosivo un anno fa, è piombato in coma farmacologico dopo un nuovo presunto gesto autolesivo.
Ricoverato d’urgenza in terapia intensiva in un ospedale del centro città, l’uomo è intubato e lotta per la vita. La caduta ha provocato fratture alle vertebre, la rottura del fegato e gravi danni ai grandi vasi addominali: vena porta e vena cava inferiore squarciate. Un trauma cranico con piccolo versamento completa il quadro. Prognosi riservata, le ore sono contate.
La città, con il suo caos quotidiano tra vicoli e traffico infernale, segue con il fiato sospeso. Addeo era già finito sotto i riflettori nel 2025 per un post violento contro la figlia minorenne della presidente Meloni. Scuse pubbliche immediate, ma l’Ufficio scolastico regionale della Campania aveva aperto un procedimento disciplinare.
A inizio giugno, un primo tentativo di autolesionismo lo aveva portato all’ospedale di Nola. Pochi giorni dopo, sospensione cautelare dall’insegnamento. Napoli, che non dimentica le sue storie di disperazione, ora si interroga.
“Siamo arrivati per primi sul posto, l’ha trovato un vicino in un lago di sangue”, racconta un agente di polizia intervenuto ieri sera. “Ha urlato aiuto, ma era già privo di sensi. Scene da film dell’orrore nei Quartieri Spagnoli”.
Cosa ha spinto Addeo a questo punto? Il peso delle polemiche, lo stress del procedimento? I medici tacciono, la famiglia in silenzio. La prognosi resta un’incognita, e Napoli aspetta un segno di vita. O il peggio.
