Editoriale
Napoli, svelati i «trasfertisti» della Costa Azzurra: chi sono
Un orologio Richard Mille da 200mila euro, preso di mira a Cannes da una banda napoletana. Il 21 aprile 2025 il turista russo sfugge al furto, ma i trasfertisti della Costa Azzurra finiscono in manette.
La Squadra Mobile di Napoli piomba sui loro nascondigli. Nei vicoli stretti dei Quartieri Spagnoli e a Casoria, la polizia bussa alle porte di Alfredo Scarano, 54 anni, Luigi Contini, 54, e Anna Sciarrillo, 51. Tutti e tre, accusati di associazione per delinquere e furti di lusso in Francia.
Le manette scattano su richiesta delle autorità francesi. I due uomini finiscono a Poggioreale, la donna a Secondigliano. “Abbiamo smantellato un gruppo esperto, questi trasfertisti non mollano mai”, dice Mario Grassia, capo della Mobile partenopea.
Non è la prima volta. Già nel 2014, i tre erano nel mirino per raid su orologi di lusso al Nord. Si muovevano in “paranze”, come squadroni organizzati. Uno punta la vittima, valuta se reagisce. Gli altri pensano a scooter rubati, schede sim pulite, documenti falsi per la fuga.
Partivano in treno da Napoli all’alba. Raids veloci su Milano, bottini in saccoccia, ritorno in Campania prima del weekend. Freddo polare o prede magre, non importava. L’importante era il lusso facile.
Ora l’Italia e la Francia stringono i ranghi. Sco centrale, Mobile napoletana, gendarmi d’Oltralpe. Un colpo solo, o ce ne sono stati altri sotto il sole della Costa Azzurra?
Napoli trattiene il fiato. Quanti trasfertisti sono ancora là fuori, tra i Quartieri e i boulevard francesi? Le indagini non si fermano.
