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Allarme Hantavirus in Campania: è napoletano il caso sotto osservazione
Hantavirus a Napoli: un residente della provincia finisce sotto sorveglianza sanitaria
Napoli trema per un possibile contagio. Un cittadino della provincia è ora al centro di un’operazione di monitoraggio strettissimo per Hantavirus Andes, il virus killer trasmesso dai roditori.
La Regione Campania ha scattato l’allarme ieri. Comunicazione ufficiale dal Ministero della Salute: l’uomo è un contatto diretto di un caso confermato all’estero. Le squadre dell’Asl sono già al lavoro.
Nei vicoli della provincia di Napoli, dove i topi sono un incubo quotidiano, la notizia si diffonde come un fulmine. Quartieri densi, mercati affollati, palazzi vecchi: qui ogni ombra può nascondere un rischio.
“Abbiamo isolato il soggetto e stiamo tracciando tutti i contatti stretti – spiega il dottor Luca Esposito, responsabile dell’Unità di Prevenzione dell’Asl Napoli 1. La situazione è sotto controllo, ma non abbassiamo la guardia”.
L’Hantavirus Andes provoca febbre emorragica. Sintomi subdoli: stanchezza, dolori, poi il peggio. Raro in Italia, ma letale. L’uomo, per ora asintomatico, è in isolamento domiciliare.
I vicini parlano. “Lo conosciamo tutti, va e viene dalla periferia – dice Maria, 52 anni, dal balcone di un caseggiato a Fuorigrotta. Speriamo non sia niente, ma con sti ratti ovunque…”.
Le autorità rassicurano: no allarmismi. Vaccini no, ma profilassi sì. Disinfezioni mirate nei palazzi vicini. Napoli sa cosa significa convivere con emergenze sanitarie.
E ora? Il monitoraggio dura 42 giorni. Se compaiono i primi sintomi, scatterà il piano B. La città osserva. I roditori, nei tombini, non si fermano. Che fine farà questa storia?
