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Delirio ai Quartieri Spagnoli per Jovanotti: «A Napoli nasce la musica più bella»
Folla oceanica nei vicoli stretti dei Quartieri Spagnoli. Jovanotti irrompe a Napoli e il FOQUS trema sotto il peso dell’entusiasmo.
È pomeriggio inoltrato quando Lorenzo, il cantautore che ha stregato generazioni, sceglie questo cuore pulsante della città per lanciare “Poesie di viaggio”. L’antologia curata con Nicola Crocetti non è solo un libro: è un viaggio tra versi che profumano di mare e malinconia partenopea.
I Quartieri Spagnoli, labirinto di panni stesi e murales vividi, si animano come non mai. Centinaia di fan, da ragazzi con la felpa oversize a mamme con bimbi in braccio, si accalcano all’ingresso del FOQUS. L’aria è elettrica, carica di quel caos ordinato che solo Napoli sa regalare.
Jovanotti sale sul palco improvvisato, microfono in mano, occhi che scrutano la folla. “A Napoli nasce la musica più bella”, dice con quel sorriso sornione, “e oggi aggiungiamo poesie che viaggiano come le nostre canzoni”.
Nicola Crocetti, al suo fianco, annuisce: parole che rimbalzano tra i palazzi alti, evocando Ulisse e i poeti maledetti. Il libro, edito da Crocetti, raccoglie liriche di grandi autori: da Montale a Saba, perfette per chi sogna fughe dal quotidiano.
Ma Napoli non è solo festa. Nei vicoli intorno, sguardi curiosi dalle finestre, risate che si mischiano a clacson lontani. La polizia locale vigila discreta, pronta a gestire l’onda umana. “È una bella energia, ma teniamo d’occhio tutto”, ci confida un agente del commissariato San Ferdinando, mentre la folla acclama.
L’evento scorre veloce: reading, autografi, selfie rubati. Jovanotti firma copie, stringe mani callose di operai e abbraccia fan in lacrime. “Questa città mi dà vita”, mormora a un gruppo di ragazzi del quartiere.
E ora? Poesie di viaggio diventeranno hit estive? O resteranno eco nei bassi di Napoli? La città trattiene il fiato, pronta a rispondere con la sua solita magia imprevedibile.
