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Napoli trema: ordigni in condominio, artificieri in azione immediata
Alle prime luci dell’alba, un portone spalancato in via Cicerone, Rione Toiano a Pozzuoli. I carabinieri fiutano il pericolo: luce accesa in un condominio di edilizia popolare, uno di quei palazzi grigi dove il quartiere trattiene il fiato.
La pattuglia si avvicina piano. È un controllo di routine che si trasforma in allarme rosso. Dentro l’appartamento al terzo piano, il caos: scatoloni aperti, fili aggrovigliati, residui chimici sparsi sul pavimento. E poi, nascosti tra i detriti, diversi ordigni artigianali.
“Li abbiamo individuati subito, erano pronti all’uso”, dice il maresciallo dei carabinieri sul posto, con la voce ancora tesa per l’adrenalina. Gli artificieri arrivano di corsa dal comando provinciale. Maschere antigas, robot teleguidati, bonifiche millimetro per millimetro.
Il Rione Toiano si sveglia di soprassalto. Mamme con i figli in braccio bisbigliano sulle scale, vicini sbirciano dalle persiane. Pozzuoli, con i suoi vicoli stretti e la polvere dei cantieri flegrei, non perdona errori. Un ordigno qui poteva fare danni enormi.
Gli investigatori setacciano ogni angolo. Documenti falsi sul tavolo, confezioni di materiale esplosivo acquistato chissà dove. Chi viveva qui? Un nascondiglio per la camorra o un folle solitario?
L’edificio resta sotto sequestro. La zona transennata, pattuglie giorno e notte. I residenti chiedono risposte. E se ce ne fossero altri, nascosti in un altro palazzo anonimo? Le indagini bruciano, Pozzuoli attende.
