Editoriale
Napoli sotto choc: 261 anni carcere a clan Troncone e Frizziero per gadget azzurri
Pioggia di condanne per il racket dei gadget del terzo scudetto del Napoli. Nel processo ai clan Troncone e Frizziero, 261 anni di carcere complessivi piovono su boss e gregari.
A Fuorigrotta, cuore pulsante di Napoli, gli ambulanti terrorizzati dalla camorra durante i festeggiamenti azzurri del marzo 2023. Il giudice Comella, con rito abbreviato, ha accolto l’impianto del pm Prisco. Estorsioni e associazione mafiosa, tutto contestato dalla Dda.
I clan puntavano al controllo totale intorno allo Stadio Maradona. Trombette, sciarpe, gadget azzurri: imponevano acquisti forzati ai venditori di Torretta e Mergellina. Diecimila pezzi da piazzare, minacce quotidiane.
Vitale Troncone e il cognato Luigi al centro. Lui, 20 anni. Loro, pure. Stesse pene per i Frizziero: Alvino, Francesco, Mariano. Emanuele Di Pasquale, il pentito recente, se la cava con 15 anni. Troppo tardi per salvarsi qui.
“Ci hanno detto: prendi 250 trombette a bancarella o paghi caro”, ha raccontato un ambulante agli inquirenti. Intercettazioni che inchiodano: pressioni da via Costantino a Leopardi, ormeggi a Mergellina sotto il mirino.
Carabinieri all’alba del 15 aprile 2025, blitz che spacca il sistema. Ma Fuorigrotta non dorme sonni tranquilli. Troncone domina i vicoli, Frizziero i moli turistici.
Giacomo Balestra a 18 anni, Fausto Frizziero a 16. Marco Campopiano e Mastroianni, 15 e 16. Pena lieve per Simona Milano, 5 anni e 8 mesi. Assolti solo Francesca Pelorosso e Alessandro Zazo.
Napoli trattiene il fiato. I clan si riorganizzano nei bassi? Gli ambulanti torneranno a vendere liberi? O il racket riparte in sordina, mentre la città azzurra sogna il prossimo scudetto?
