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Napoli-Bologna, tifosi emiliani banditi dal Maradona: il motivo choc
Napoli-Bologna, tifosi emiliani fuori dal Maradona: il prefetto blinda lo stadio
Fuorigrotta ribolle già di cori e striscioni. Lunedì 11 maggio, Serie A allo stadio Maradona: Napoli contro Bologna. Ma guai a chi pensa di colorare di rossoblù le curve partenopee.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha stoppato tutto. Divieto assoluto di vendita biglietti ai residenti in Emilia-Romagna. La notizia arriva dritta dalla Prefettura, come un pugno nello stomaco.
Misura dura, presa per ordine pubblico. Segnalazioni di rischio, precedenti di tensioni. Napoli non è nuova a queste partite calde. Le strade intorno allo stadio, già un labirinto di motorini e passione, si preparano a esplodere.
“Abbiamo adottato questo provvedimento per garantire la sicurezza di tutti, atleti e cittadini”, spiega una nota ufficiale della Prefettura. Parole pesanti, in una città che vive di calcio come di pane.
I napoletani annuiscono. “Meglio così, qua al Maradona comandiamo noi”, dice Gennaro, 45 anni, barista a pochi passi dall’impianto. Fuma una sigaretta, guarda il Diez illuminato di notte.
Bologna protesta sui social. I tifosi emiliani, bloccati al casello, scalpitano. Viaggi organizzati saltati, delusione pura. Ma a Napoli, l’urgenza è palpabile: questura in allerta, varchi blindati.
Quartieri vicini come Bagnoli e Cavalleggeri già vibrano. Auto con bandiere azzurre sfrecciano. La Serie A torna in presenza, ma con regole ferree.
E se la tensione montasse lo stesso? I rossoblù troveranno un modo per farsi sentire? Napoli attende, col fiato sospeso.
