Ultime Notizie
Napoli trema: i «Porticati» del clan Contini, figlio boss al vertice e nomi
Napoli trema: un gruppo di ventenni armati fino ai denti controlla il rione con il pugno di ferro del clan Contini.
Si chiamano i “Porticati”, una fazione feroce nata nelle strade polverose di Secondigliano. Giovani poco più che maggiorenni, ma con gli occhi di chi ha già visto troppo. Attività illecite su serie: spaccio, estorsioni, pizzo ai negozianti. Difendono il territorio a fucilate, senza scrupoli.
Al comando c’era lui, Ciro Contini, 24 anni, figlio del boss storico Pasquale “o’ Carusu”. Arrestato ieri all’alba in un covo tra i palazzoni grigi del quartiere. Con lui, la squadraggio ha beccato altri sette: Antonio Esposito, 22 anni, il braccio armato; Marco De Luca, 21, specializzato nello spaccio; Luigi Russo, 23, e i fratelli Salvatore e Vincenzo Maddalena, 20 e 22 anni. Poi Francesco Iovine, 25, e Gennaro Vitale, 19, il più giovane ma già con un Curriculum da far paura.
La polizia è piombata come un fulmine. Blitz coordinato dalla Dda, perquisizioni casa per casa. Armi, droga, contanti: 50mila euro in banconote da 50. “Questi ragazzi erano il futuro del clan Contini – ha detto il procuratore antimafia Giovanni Conzo –. Li abbiamo fermati prima che diventassero intoccabili”.
Napoli sa bene cosa significa. Quartieri come Secondigliano vivono sotto questa ombra. Botteghe che chiudono per le minacce, madri che non dormono la notte. I “Porticati” avevano messo le mani su piazze di spaccio e appalti truccati, un impero in miniatura dentro il colosso Contini.
Ma la città non si arrende. I residenti applaudono, qualcuno accende fuochi artificiali illegali per festeggiare. Eppure, le celle si riempiono, ma le strade restano calde.
E ora? Chi raccoglierà il testimone in quelle vie strette? La camorra riparte sempre, o stavolta è diverso?
