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Napoli, svolta incredibile: barca «Federica» da sbarchi a aula galleggiante
Da simbolo di morte nei mari del Golfo a aula galleggiante per i sogni dei giovani napoletani. L’imbarcazione Federica, un tempo usata per sbarchi clandestini, rinasce oggi sotto i colori dell’Università Federico II.
Sequestrata dalla Guardia di Finanza, questa barca di legno e metallo non solcherà più rotte di disperazione. Ormeggiata nel porto di Bacoli, nei Campi Flegrei, è diventata un laboratorio itinerante per ricerca marina e lezioni all’aperto.
Studenti e ragazzi delle scuole medie e superiori saliranno a bordo. Impareranno i segreti dei fondali, l’ecosistema del Tirreno. E pure il valore della legalità, riutilizzando beni tolti alla criminalità.
Domani, 6 maggio, ore 11, la presentazione ufficiale nella Sala del Consiglio dell’Ateneo in Corso Umberto I. Napoli trattiene il fiato.
Il Rettore Matteo Lorito e il Sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione illustreranno il progetto. Con loro, il professor Leopoldo Repola del Dipartimento di Scienze della Terra e il capitano Raffaele Rosano della Finanza.
“Questa non è solo una barca – ha detto Rosano – è un’arma restituita alla città contro chi sfrutta il mare per il male. Ora veleggerà nei mari della conoscenza”.
Bacoli pulsa di attesa. I vicoli flegrei, con il loro mare turbolento, assistono a questa metamorfosi. Da mezzo di traffici illeciti a strumento di studio.
Ma nei porti napoletani, tra container e onde agitate, quante altre Federiche attendono una seconda chance? E chi le guiderà davvero verso il futuro?
