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Napoli, terrore ai semafori: ladro seriale di borse condannato a 5 anni
Borse strappate al volo dai semafori. Paura tra le automobiliste genovesi. Il ladro seriale napoletano è stato condannato: cinque anni di carcere.
Si chiama Giovanni Genevose, 40 anni, originario di Napoli. Viveva in Liguria, ma il suo modus operandi gridava strada partenopea: scooter rubato, semaforo rosso, braccio teso dal finestrino. Afferra la borsa sul sedile passeggero e via, a tutto gas.
Arenzano e Cogoleto, zone liguri vicine al mare. Tra luglio e agosto scorso, venti colpi. Escalation totale. Le vittime? Donne al volante, sole, indifese. Alcune si sono ferite nel tentativo di resistere.
“Io ho visto tutto dal mio scooter”, racconta una testimone che ha chiamato i carabinieri. “È arrivato come un fulmine, ha infilato il braccio e ha tirato via la borsa di una signora che urlava. Paura nera”.
Genevose non era un novellino. Condanne pregresse per furti simili. Operava con un complice minorenne albanese. I “vol à la portièr”, così li chiamano lì: furti alla portiera. Dozzina di episodi provati in tribunale. Rito abbreviato, giudice Giorgio Morando.
Arrestato in ottobre dai carabinieri. Indagine lampo su quei semafori killer. Ora è in cella, ma il gip ha aperto alla possibilità di domiciliari con braccialetto elettronico.
Napoli lo ha cresciuto tra vicoli affollati e motorini che sfrecciano. Genova lo ha inchiodato. Ma quante borsette ha portato via senza denuncia? E quel complice minorenne, dov’è finito? La tensione resta alta sulle strade liguri. Chi guiderà al prossimo semaforo?
