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Torre Annunziata sotto choc: sequestrati due cantieri navali per abusi ambientali
Blitz all’alba a Torre Annunziata: due cantieri navali sigillati per inquinamento. Le forze dell’ordine piombano su DF Nautica e Costruzioni Navali Meridionali, stop immediato alle attività.
Ieri mattina, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, con l’ARPAC al fianco, setacciano i due siti. Reflui industriali scaricati a terra, emissioni non controllate, lavori senza permessi ambientali. Acque sporche di dilavamento che colano dirette sul suolo, senza filtri per la prima pioggia.
A Torre Annunziata, quartiere oplontino a due passi dal Vesuvio e dal mare, la tensione sale. I cantieri, su 5.000 metri quadrati complessivi, finiscono sotto sequestro preventivo d’urgenza. Obiettivo: bloccare sul nascere il danno al territorio.
“Le irregolarità erano evidenti, abbiamo agito per evitare un aggravamento ambientale immediato”, spiega il maggiore dei Carabinieri, al termine dell’ispezione. Nessun titolo abilitativo per rimessaggio e cantieristica, violazioni punite dal decreto 152/2006.
L’operazione cala nel contesto delle indagini della Procura di Torre Annunziata sul fiume Sarno, quel corso d’acqua martoriato da anni di veleni. Protocollo d’intesa tra procure e Arpac, siglato a fine 2025, per bonificare il bacino e i suoi affluenti fino alla penisola sorrentina.
I residenti di Torre Annunziata, con il mare a portata di sguardo e l’odore di salsedine misto a chissà cosa, osservano. Le barche ferme, i cancelli chiusi. Quanti danni ha già subito il Sarno? E ora, chi pagherà per rimediare?
