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Robot «Sentinella» invisibile nel Golfo di Napoli: vigila i mari
Un robot invisibile scende in campo nel Golfo di Napoli. È la prima volta nel Mediterraneo: sorveglierà i mari 24 ore su 24.
La Stazione Zoologica Anton Dohrn ha acceso l’Imaging FlowCytobot, o IFCB. Nicknamed “Sentinella”, questa tecnologia americana filma il plancton in tempo reale. Minuscoli organismi che decidono la salute di tutto l’ecosistema.
Immaginate: alghe tossiche, bloom improvvisi, squilibri che minacciano pesci e bagnanti. Il Golfo, tra Posillipo e Mergellina, è un crocevia vitale. Traffico portuale, scarichi urbani, clima impazzito. Qui, ogni giorno, la natura combatte per sopravvivere.
“Questa sentinella ci darà dati preziosi, ora per ora”, spiega Adriana Zingone, ricercatrice senior della SZN. “Potremo prevedere rischi prima che esplodano”.
L’IFCB aspira acqua, fotografa migliaia di cellule al minuto. Immagini ad alta risoluzione finiscono in un database cloud. Un passo da fantascienza per Napoli, città di mare.
I sub che pattugliano i fondali lo sanno bene. Plancton fuori controllo ha già causato morie di mitili a Bagnoli. E i turisti? Ignari, si tuffano nelle acque azzurre.
La macchina è ancorata a 5 metri di profondità. Costa 200mila euro, finanziata da fondi europei. Ma non è solo scienza. È una gara contro il tempo per un Golfo sempre più fragile.
Napoli trattiene il fiato. Vesuvio a guardia, mare agitato. Cosa rivelerà il robot nei prossimi mesi? Red tide in arrivo o un barlume di speranza?
