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‘Kaleidoscope’: dal raga indiano al jazz d’avanguardia, mosaico sonoro esplosivo
Napoli esplode in un vortice sonoro. I vicoli di Spaccanapoli tremano sotto le note di “Kaleidoscope, Music for Imaginary Films”, l’album che il compositore partenopeo Adriano Clemente ha lanciato ieri sera in un locale affollato del centro storico.
La folla si stringe tra murales e panni stesi. Clemente, polistrumentista napoletano doc, fonde jazz d’avanguardia, raga indiani e ritmi africani. Minimalismo tagliente incontra la classica indù. Non è solo musica. È un viaggio che ipnotizza.
Il locale ribolle. Turisti e napoletani si mischiano. Qualcuno grida dal balcone. L’aria calda di fine estate amplifica ogni vibrazione. Clemente suona dal vivo, chitarra e percussioni che dialogano con elettronica.
“È come un film che non finisce mai, ti cattura e ti lascia lì sospeso”, racconta Maria, 32 anni, barista del Rione Sanità presente tra il pubblico. “Napoli ha bisogno di questo, di suoni che ci fanno volare via dal caos quotidiano”.
Il progetto segue il successo di “The…”, ma qui Clemente osa di più. Immagina colonne sonore per pellicole invisibili. Dal jazz al raga, un kaleidoscope che ruota senza sosta.
La città sente l’onda. Social in tilt con video virali dai vicoli. Code fuori dal locale fino all’alba. Poliziotti locali vigilano, ma è festa pura.
Clemente non si ferma. Prossimi live annunciati, ma date top secret. Napoli trattiene il fiato. Questo mosaico sonoro spaccherà tutto o si dissolverà come un sogno? La risposta arriverà presto, tra i muri antichi.
