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Shock Scampia-Miano: 27 boss narcotraffico a giudizio immediato
Napoli non si ferma. A Scampia, la piazza della “33” in via Ghisleri, cuore pulsante dell’impero della droga degli Amato-Pagano, lo Stato colpisce duro con 27 avvisi di giudizio immediato.
La Procura non ha perso tempo. Il GIP Lucia De Micco ha fissato l’udienza a metà giugno nella Quinta Sezione Penale. Coinvolti a vario titolo i capi dei clan Amato-Pagano della frangia Scampia e il gruppo Balzano, detto “Abbasc Miano”. Molti opteranno per il rito abbreviato, sperando in sconti di pena.
Dodici mesi di inseguimenti senza sosta. La Squadra Mobile, Sezione Narcotici, e il Commissariato di Scampia hanno pedinato piazze fisse e consegne a domicilio. Cocaina e kobret, il crack che devasta i vicoli. Via Ghisleri è il nodo caldo, teatro di scontri e agguati, come quello mancato nell’agosto 2022.
I pentiti hanno fatto la differenza. Luigi Rignante, ex di Scampia, e Salvatore Roselli hanno squarciato il velo. “Era un sistema perfetto: piazze fisse per i clienti fissi, consegne su appuntamento per Chiaiano e Colli Aminei”, ha rivelato Rignante nelle sue dichiarazioni.
Ai vertici, nomi noti come Massimiliano Cafasso e Salvatore Mele. Per Scampia, Mario Abbatiello, Pasquale Capano, Giovanni Conte e Salvatore Montefusco tenevano le fila. Da Miano, Giovanni Castiello, Luciano Carbone, Cristian Celentano e Salvatore Ciotola.
“La 33 era loro. Ma ora il territorio parla”, dice un investigatore della Mobile, che ha coordinato il blitz di inizio anno. Intercettazioni e appostamenti hanno mappato tutto: profitti alle casse dei clan, sostegno alle famiglie dei boss in cella.
I 27 sotto accusa vanno da Antonio Abbatiello a Gabriele Vallefuoco, passando per Laura De Salvo e Michael Rossi. Avvocati come Luca Mottola e Luigi Poziello preparano le difese.
Scampia trattiene il fiato. Miano ribolle. Con la piazza della 33 vacante, chi busserà alla porta? I clan si riorganizzano già nei palazzi grigi? La città guarda, e aspetta il prossimo sparo.
