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Al Mercadante il mistero de «La Duse Nessuna Opera»: Napoli ipnotizzata
Napoli trattiene il fiato per Eleonora Duse. L’8 maggio, alle 21, il Teatro Mercadante si accende con “La Duse Nessuna Opera”, un’esplosione di danza che riporta in scena l’icona del teatro.
Il cuore pulsante di via San Ferdinando, tra il caos di Toledo e i vicoli affollati, ospita il primo appuntamento della stagione di danza al Teatro di Napoli. Adriano Bolognino e Rosaria Di Sorbo firmano questa creazione coreutica. Non è solo uno spettacolo. È un omaggio al genio tormentato di Duse, la diva che ha incantato il mondo con la sua anima nuda.
I danzatori calano sul palco come fantasmi del passato. Ogni gesto evoca le sue lotte, i suoi amori, i rifiuti feroci. Napoli, città di passioni estreme, sembra fatta apposta per questo. Il Mercadante, tempio del teatro nel centro storico, vibra già di attesa.
“Abbiamo scavato nel suo spirito indomabile, trasformando parole in corpi che gridano”, racconta Adriano Bolognino, coreografo e anima del progetto. La sua voce trema di emozione, mentre descrive le prove infinite sotto i riflettori.
La folla si raduna già ai cancelli. Turisti e napoletani doc, tutti rapiti dal mito. Quartieri come Chiaia e i Decumani bisbigliano di biglietti esauriti. È urgenza pura, quella che solo Napoli sa dare agli eventi.
Ma Duse era donna di eccessi. Riuscirà questa danza a catturarne l’essenza? O resterà solo un’eco nel rumore della città? Il sipario si alza presto. E Napoli aspetta, con il cuore in gola.
