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Chi sono i “Santi minori”? Caracciolo e Villano incantano il Politeama di Napoli
Due uomini intrappolati in un buco di spazio, a Napoli, dove il dramma della vita pulsa come il traffico di Chiaia. Al Politeama, stasera e domani, “Santi minori” spacca il cuore della città.
Carlo Caracciolo e Ciro Villano sul palco, per l’edizione 2026 della rassegna Off Napoliteama. Ore 20.30 precise, mercoledì 6 e giovedì 7 maggio. Lo spettacolo, scritto da Villano stesso, è un pugno nello stomaco.
Due figure anonime, costrette a dividere angoli stretti di un appartamento fatiscente. Litigi, silenzi, confessioni che escono come lava dal Vesuvio. Napoli fuori, con i suoi vicoli che stringono, fa da sfondo invisibile ma opprimente.
Il pubblico del Politeama trattiene il fiato. Chiaia, cuore elegante ma ribollente, si ferma per due sere. Qui, dove il teatro diventa specchio della strada.
“È come guardarsi allo specchio, in questa città che ti soffoca e ti salva”, dice Ciro Villano, regista e attore, uscendo dalle prove. Voce rauca, occhi che bruciano.
La platea si riempie di napoletani veri: operai del Vomero, studenti di Fuorigrotta, curiosi da Posillipo. Tutti attirati da una storia che puzza di casa, di sudore quotidiano.
La tensione sale. Quegli spazi angusti sul palco ricordano i garage di Scampia, i monolocali di Forcella. Napoli intera sembra trattenere il respiro.
Cosa succederà quando il sipario calerà? Quei santi minori troveranno redenzione, o solo un altro vicolo cieco? La città aspetta, e commenta.
