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Allarme legionella a Napoli: batterio killer nell’acqua dell’ospedale Usa
Allarme Legionella nella base Usa di Napoli: batteri killer nelle tubature dell’ospedale militare. Scoperta choc il 20 aprile a Capodichino, comunicata solo ora.
La Nsa Naples, cuore pulsante della presenza americana in città, ha rilevato il batterio nel sistema idrico interno. Test positivi, ma nessuna malattia al momento. L’acqua? “Idonea al consumo umano”, assicurano le autorità militari.
Il rischio vero è un altro. Non bere, ma inalare. Aerosol da docce e rubinetti: ecco come la Legionella attacca i polmoni. Colpisce duri anziani, fumatori, malati cronici. Polmonite grave o febbre da incubo.
Napoli trattiene il fiato. La base a Capodichino, tra rumori di aerei e vicoli affollati, ha già agito. Disinfettanti pompati, tubi lavati, temperature alzate. Filtri installati, aree isolate. Controlli in arrivo.
“Il ritardo? Serviva validare i dati”, spiegano dalla base. “Aggiornamenti trasparenti da ora in poi”. Parole che echeggiano nei corridoi del nosocomio stellato e strisce.
La Legionella vive nell’acqua naturale. Ma in impianti artificiali si moltiplica. Non passa da uomo a uomo. Solo microgocce contaminate, invisibili nemici.
I residenti intorno a Capodichino mormorano. “E se arriva fuori?”, chiede un testimone locale, operaio del quartiere. Preoccupazioni che serpeggiano nei bar di Fuorigrotta.
Interventi in corso, test futuri. Ma la tensione resta. La base è blindata? E Napoli, quanto è lontana da questo fantasma nelle tubature?
