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Shock a Napoli: studenti in gita con armi dopo aggressione
Due studenti napoletani maggiorenni, in gita scolastica a Rimini, armati di fionda e coltello. Sul lungomare di Miramare, un pomeriggio di svago sfocia in violenza.
Erano le ore calde del giorno. La Polizia Municipale in pattuglia nota i due diciottenni. Lancio sassi con una fionda contro alcune persone transgender in zona. Urla, spintoni, tensione alle stelle.
Intervento lampo. Gli agenti bloccano i ragazzi. Perquisizione immediata. Oltre alla fionda, salta fuori un coltello da venti centimetri. Nessuna spiegazione plausibile sui due oggetti.
Denuncia a piede libero per porto abusivo di armi. Notificati i prof accompagnatori dell’istituto napoletano. Da Scampia ai vicoli del centro, Napoli segue la notizia con apprensione. Che gita doveva essere.
I docenti valutano ora sanzioni scolastiche. L’episodio scuote Rimini. Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini “Alan Turing”, non le manda a dire: «Ci auguriamo che la scuola di provenienza avvii profondi percorsi di sensibilizzazione: l’intervento repressivo ha evitato il peggio, ma serve prevenzione contro l’odio».
Cosa accadrà ai due napoletani? La città romagnola attende risposte. E Napoli? I genitori, i compagni, tengono il fiato sospeso. Finirà qui o è solo l’inizio di un dibattito più grande?
