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Concessioni spiagge a Capri, Ischia, Procida: chi incassa di più, lidi o alberghi?
Sotto il sole rovente di Capri, ombrelloni e lettini invadono spiagge pubbliche per un business da capogiro. Mancano pochi giorni all’estate, e a Ischia e Procida è la stessa storia: concessioni demaniali che fruttano milioni a lidi, alberghi e ristoranti.
Le aree sono pubbliche, pagate con i soldi dei contribuenti. Eppure, bandiere blu e sdraio private dominano la costa. A Capri, nella calca di Marina Grande, stabilimenti come il Lido del Mare incassano cifre da capogiro. Stesse scene a Ischia, tra le spiagge di Citara e Sant’Angelo, dove alberghi a 5 stelle occupano tratti interi.
Procida non è da meno. A Chiaiolella, decine di concessioni per bar e bagni privati. Il Comune di Napoli, che supervisiona il Golfo, ha registrato oltre 300 autorizzazioni solo per le isole. Turisti pagano 50 euro al giorno per un ombrellone su sabbia di tutti.
“È un racket legalizzato – dice un bagnino di Ischia, che preferisce l’anonimato – noi piccoli lidi fatichiamo, mentre i grandi hotel prendono tutto”. L’uomo, con 20 anni di esperienza, punta il dito: tariffe esorbitanti e controlli blandi.
La tensione sale con l’arrivo dei vacanzieri. Pendolari da Napoli affollano i traghetti, sognando un tuffo. Ma chi decide chi occupa cosa? Le concessioni, rinnovate da anni, generano introiti favolosi: un lido medio a Capri fattura 500mila euro a stagione.
Autorità locali promettono verifiche. Ma i numeri parlano chiaro: il 70% delle spiagge isole è in mano a privati. Affari d’oro su suolo demaniale, mentre i napoletani guardano da lontano.
E ora? Con l’estate alle porte, chi pagherà il conto? I lettori lo sanno: la spiaggia è di tutti, ma il guadagno…
