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Napoli, mistero sotto città: Esposito vuole riaprire antiche cisterne
Napoli – Sotto le strade affollate di Napoli, un labirinto di antiche cisterne sotterranee scavate nel tufo potrebbe diventare la nuova arma contro il caldo asfissiante e la sporcizia estiva.
Domenico Esposito, presidente dell’Accademia Italiana Qualità della Vita, ha lanciato la sfida al prossimo sindaco. Propone uno studio urgente per censire e rimettere in funzione queste cisterne dimenticate. Spazi un tempo vitali per l’acqua, oggi pronti a un ritorno moderno.
L’idea è semplice ma geniale. Convogliare l’acqua piovana nelle cisterne sicure. Poi, con pompe potenti, usarla per lavare le strade nei quartieri più battuti, come Spaccanapoli o i vicoli del centro. Addio odori nauseabondi, polvere e rifiuti accumulati sotto il sole cocente.
Non solo pulizia. Quelle riserve idriche irrigherebbero aiuole e alberi pubblici, risparmiando preziosa acqua potabile. Immaginate il verde di Napoli rivitalizzato, senza sprechi, in una città che lotta contro la siccità.
E in caso di emergenza? Le cisterne collegate ai vigili del fuoco diventerebbero un baluardo antincendio. Preziose nei vicoli stretti, dove ogni secondo conta.
«Napoli possiede uno dei sottosuoli più affascinanti e complessi al mondo – ha dichiarato Esposito –. Le antiche cisterne non devono essere solo memoria storica, ma un’infrastruttura viva e moderna. Recuperare l’acqua piovana per lavare strade, irrigare il verde e la sicurezza significa trasformare un problema in soluzione radicata nella nostra storia».
Il piano parte piano. Una cisterna campione, verifiche geologiche e archeologiche. Coinvolti Comune, Università, Soprintendenza e Protezione Civile. Niente improvvisate, solo rigore.
Napoli, con il suo sottosuolo misterioso, freme per un’idea che unisce passato e futuro. Ma basterà? Il prossimo sindaco accetterà la sfida, o resterà tutto sepolto? La città aspetta mosse concrete.
