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Arzano sotto shock: riaffiora la maxi discarica tombata in galleria fantasma
Ad Arzano, cuore pulsante dell’hinterland napoletano, riaffiora l’incubo: la più grande discarica di rifiuti tombati mai vista, nascosta in una galleria fantasma. Tonellate di monnezza avvelenata, pronte a far saltare tutto.
Blitz congiunto questa mattina. Uomini del Commissariato Unico per le bonifiche, arrivati dritti da Roma con il generale Giuseppe Vadalà. Al fianco, la polizia locale guidata dal comandante Luigi Maiello. Hanno sigillato l’ingresso, occhi puntati su quel buco nero sotto la città.
La galleria, nata vent’anni fa per collegare con la metro Piscinola e i paesi intorno, è un relitto. Lavori fermati nel ’96 da un crollo killer: fuga di gas, 11 morti, tra cui operai e il fratello del senatore Francesco Silvestro. Oggi, sotto quel soffitto fragile, passa il traffico quotidiano di Arzano e Secondigliano.
Riunione operativa tesa in municipio. Commissariato, Protezione Civile locale, Silvestro stesso. Vadalà ha ordinato sopralluoghi immediati. “È una bomba a orologeria – dice il generale – se prende fuoco, crolla tutto addosso alle auto quassù”. Parole che gelano il sangue.
Merito di un cronista del Roma, il dossier che ha smascherato il disastro. Da anni, qualcuno ci scaricava rifiuti speciali. Inerzia delle autorità, atti lo confermano. Ex comandante polizia locale Biagio Chiariello lo aveva certificato: urgenza assoluta.
Arzano trattiene il fiato. Il quartiere, già segnato da veleni e abusivismi, ora trema. Chi ha sepolto questa montagna tossica? E se scoppia prima della bonifica? La città aspetta risposte, ma il tempo stringe.
