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Allarme neonazismo a Napoli: 19enne arrestato, studiava da terrorista
Un 19enne di Pavia in arresto per neonazismo online. Diffondeva odio razziale e piani per squadroni armati, con complici minorenni da Caserta fino a Torino.
La polizia milanese ha colpito duro. La Digos ha smantellato la “Chat Terza Posizione”, un covo digitale di propaganda antisemita e negazionismo della Shoah. Il ragazzo, ora ai domiciliari, è accusato di discriminazione aggravata e istigazione alla violenza.
Tutto parte da Telegram. Lui crea il canale “Centro Studi Terza Posizione”, un manifesto in cinque punti zeppo di veleno. Parla di “White Jihad”, suprematismo bianco misto a tattiche jihadiste. Esaltano lupi solitari come Brenton Tarrant, l’autore della strage di Christchurch.
Non solo chiacchiere. I giovani condividevano tutorial su esplosivi e addestramenti terroristici. Un minore trevigiano, già arrestato a dicembre, era tra i più attivi.
L’inchiesta si allarga. Quattordici indagati, nove minorenni. Perquisizioni a Caserta e Salerno, dove l’ombra dell’odio tocca i vicoli campani, zone calde di tensioni urbane. Poi Cagliari, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Siena, Torino.
“Era un gruppo affiatato, pronti a passare dal web alla strada”, spiega un investigatore della Digos di Milano. “Monitoravamo tutto, hanno condiviso piani per azioni reali”.
C’è anche “Nuova Italia”, gemella speculare. A Pescara perquisito un 22enne, ex militare con foto di armi. Stessi membri, stesso odio.
A Caserta e Salerno, famiglie sotto choc. Ragazzi normali, dicono i vicini, ma chat che spingono al genocidio. Napoli osserva, con il suo caos quotidiano e quartieri dove l’estremismo può attecchire facile.
Quanti altri chattano nell’ombra? E se l’azione vera fosse già partita?
