Un caso davvero inquietante si è chiuso nelle aule della giustizia partenopea. Un settantenne di Benevento, accusato di violenza sessuale su una minorenne, ha lasciato il tribunale di Napoli con un sorriso. La Corte d’Appello ha deciso per il proscioglimento, suscitando incredulità e indignazione tra i presenti.
La vicenda risale a qualche mese fa, quando il pensionato è stato imputato per atti sessuali commessi su una ragazza, amica della figliastra, mentre era ospite nella sua casa. Un pranzo innocente che si è trasformato in un incubo: la minorenne, in assenza dei genitori, si era trovata sotto la vigilanza di un noto pregiudicato del quartiere. Le grida di sbigottimento e di dolore dei familiari risuonano ancora.
In primo grado, il Tribunale di Benevento aveva accolto le prove e condannato l’uomo, riconoscendo il danno subito dalla giovane e dalla sua famiglia. “Non ci aspettavamo un simile epilogo”, racconta un vicino di casa, scosso da quanto accaduto. “Siamo tutti qui a chiederci come sia possibile che un fatto simile venga archiviato senza una giusta punizione.”
La Corte d’Appello, però, ha deciso diversamente, annullando la sentenza di condanna e lasciando il settantenne libero. La decisione ha acceso un acceso dibattito tra i cittadini, molti dei quali si sentono traditi dalla giustizia. “Non ci si può esimere, non si può girare lo sguardo da un caso simile”, afferma una madre nel quartiere. “Cosa deve succedere affinché venga fatta giustizia?”
Ora Napoli si interroga sul senso di questa sentenza. La protezione dei minori è più che mai in discussione, alimentando la tensione anche nei quartieri limitrofi. Come si percepisce il rischio, quando la giustizia sembra disattendere le aspettative di protezione? È un tema che non può rimanere insoluto, e l’urgenza di risposte è palpabile.