Monaldi, pazienti in allarme: “Fico, serve un garante per la trasparenza!”

Monaldi, pazienti in allarme: “Fico, serve un garante per la trasparenza!”

La tragedia del piccolo Domenico Caliendo ha scosso Napoli, lasciando una cicatrice indelebile nel cuore di una comunità già provata. La sua morte non è solo un lutto, ma un grido di allerta che risuona tra le famiglie dei pazienti trapiantati. Unico conforto, l’eco della denuncia collettiva che aleggia nei corridoi dell’ospedale Monaldi.

“Non sappiamo chi guida il Centro Trapianti”, lamentano i genitori, riuniti in un comitato che ha deciso di alzare la voce. Hanno scritto una lettera aperta al governatore della Campania, Roberto Fico, chiedendo interventi immediati per un sistema che, secondo loro, si è fatto opaco e confuso. La loro richiesta è semplice, ma carica di urgenza: la vita di molti dipende da queste decisioni.

Le parole dei genitori sono una doccia gelata: “Dai giornali apprendiamo che il responsabile del programma trapianti non c’è più, ma nessuno ci dice nulla sul suo successore.” Il silenzio dei vertici è assordante in un momento in cui ogni secondo conta. In un contesto tanto delicato, la mancanza di chiarezza è una bomba che rischia di esplodere.

Non finisce qui. Le criticità non riguardano solo la gestione. “Non abbiamo informazioni sui posti di terapia intensiva disponibili”, continua la lettera. L’assenza di una subintensiva dedicata viene definita “un elemento essenziale” nei percorsi di trapianto. “I vertici aziendali continuano a tenere le informazioni ben custodite nei loro uffici”, lamentano, mentre il rischio di compromettere vite già fragili cresce ogni giorno.

La richiesta a Fico è chiara: “Mandate una figura terza”. Una figura che possa portare la trasparenza necessaria, garantendo che ogni decisione venga presa con responsabilità e sotto gli occhi di chi spera e combatte. Una chiamata a ridare fiducia a famiglie in balia di incertezze, invece di una struttura che sembra abbandonare i suoi pazienti.

E c’è un rammarico che aleggia nel gruppo di genitori: il ricordo del Centro Unico Trapianti del 2021, un faro di garanzie che, come hanno scritto, è stato “faticosamente raggiunto” e poi demolito senza spiegazioni. Le domande riecheggiano: chi ha preso questa decisione? Chi ne paga le conseguenze?

La ferita aperta dalla morte di Domenico non si rimarginerà facilmente. E mentre il comitato attende risposte concrete, la questione rimane in sospeso, come un lungo interrogativo. Napoli sta guardando, e la comunità è pronta a farsi sentire.

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