Napoli – “La musica deve restare fuori dalla politica”, queste le parole del sindaco Gaetano Manfredi, mentre il fermento attorno a Sal Da Vinci si amplifica nel cuore della città. Una polemica che scotta, dopo che il brano “Per sempre sì”, trionfatore dell’ultimo Festival di Sanremo, è stato indicato come possibile colonna sonora per il “sì” al referendum sulla giustizia.
Manfredi, presente alla cerimonia di conferimento della medaglia d’oro al cantautore partenopeo, cerca di spegnere sul nascere qualsiasi strumentalizzazione. “Le canzoni sono solo canzonette”, riprende il noto verso di Bennato per sottolineare la necessità di separare l’arte dall’agone politico. “C’è libertà di espressione, ognuno ha il diritto di dire la propria,” ha continuato, ma è chiaro che la sua intenzione è quella di ridimensionare la questione.
La cerimonia si svolge in un’atmosfera tesa, con i cittadini del Vomero che, pur entusiasti del riconoscimento, non possono ignorare il battage mediatico che accompagna il pezzo di Da Vinci. Un’artista che rappresenta non solo una tradizione musicale, ma un simbolo di resistenza culturale. Ma la domanda resta: sarà giusto utilizzare la sua musica per fini elettorali?
“Pensiamo alla musica e al messaggio positivo che Sal lancia”, ha ribadito Manfredi, cercando di riportare il focus sull’importanza di un brano che, secondo lui, è nato per unire e non per dividere. In un momento storico così complesso, le note d’amore di Da Vinci possono rappresentare un faro di speranza. Ma intorno a questo faro si agita un mare di strumentalizzazioni e interpretazioni.
I napoletani, dando voce ai loro sentimenti, si trovano ora a riflettere: sarà mai possibile scindere l’arte dalla politica? Certamente, la musica di Da Vinci continuerà a risuonare, ma resta da capire chi e come ne farà uso. E mentre il dibattito infiamma le strade di Napoli, molti si chiedono: chi avrà l’ultima nota in questo concerto?