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Pasquale Sica torna libero: il Riesame conferma il legame del clan Petrone-Puccinelli

Pasquale Sica torna libero: il Riesame conferma il legame del clan Petrone-Puccinelli

Napoli – Si chiude il capitolo giudiziario legato all’ultima ordinanza di custodia cautelare colpita dal clan Petrone-Puccinelli. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha emesso le prime decisioni, confermando l’impianto dell’indagine che aveva portato al blitz con trenta misure restrittive e al smantellamento di un vasto sodalizio dedito al traffico di stupefacenti nel cuore della città.

Un elemento chiave dell’inchiesta resta la documentazione filmata: una microcamera piazzata dai Carabinieri nella principale piazza di spaccio del clan registrava, in presa diretta, ogni fase dell’attività illecita e, così, rafforzava la ricostruzione dell’apparato criminale.

L’Ottava Sezione del Tribunale del Riesame, nel vagliare la consistenza delle imputazioni, ha confermato la sussistenza del reato associativo finalizzato allo spaccio e ha contestato l’aggravante mafiosa, riconoscendo la capacità di intimidazione del gruppo e la sua metodologia camorristica nell’area flegrea. La valutazione è stata orientata anche dalle prove raccolte durante l’indagine coordinata dalla Procura.

Il colpo di scena arriva con la scarcerazione di Pasquale Sica. Secondo le argomentazioni dell’avvocato Marco Bernardo, i gravissimi indizi di colpevolezza contestati dall’ordinanza cautelare non sono stati confermati dal Riesame; di conseguenza Sica è stato liberato, nonostante il quadro accusatorio iniziale apparisse solido e fosse sostenuto, tra gli altri elementi, dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Vigilia (Soccavo) e Pesce (Pianura).

Per i giudici, la situazione resta delicata sul fronte delle responsabilità all’interno del sodalizio: la decisione sui diritti di Sica non trascura lo sviluppo degli altri capi d’imputazione legati al traffico di droga e all’associazione criminale; l’indagine proseguirà per chiarire i ruoli e le dinamiche interne. Le autorità hanno sottolineato che il quadro continua a essere monitorato dalle procure competenti e dall’apparato investigativo.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la ricostruzione della Procura resta in parte confermata, ma la decisione dei giudici introduce cautela su alcuni elementi del quadro accusatorio, evidenziando come le immagini video abbiano un peso significativo ma debbano essere valutate nel contesto giuridico.

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